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Data center e rete elettrica: 3 GW spariti in 30 secondi mettono in crisi la grid PJM

Una linea elettrica caduta vicino a Washington ha svelato un problema crescente: i data center passano al backup quasi simultaneamente, facendo sparire gigawatt di carico in pochi secondi e destabilizzando la rete PJM. Alcune soluzioni esistono già.

Una linea elettrica è caduta vicino a Washington, DC. Normalmente la rete impiega pochi secondi a recuperare, ma stavolta ci sono voluti più di 10 minuti, perché i data center hanno smesso di assorbire oltre 3 gigawatt di potenza quasi simultaneamente. L’evento ha fatto oscillare la tensione sulla rete PJM dalla Northern Virginia fino a Chicago, secondo i dati di Ting Labs. Nessun blackout, ma luci che tremolavano in tutta la regione. Un esperto lo definisce “il canarino nella miniera”: episodi del genere, legati a grandi carichi come i data center, sono sempre più frequenti.

La Northern Virginia, dentro il territorio PJM, ospita la più alta concentrazione di data center al mondo. Quando la linea è caduta, i data center sono passati all’alimentazione di backup e circa 3,1 gigawatt di carico sono svaniti in una trentina di secondi; al picco la rete si è ritrovata con 3,49 GW di elettricità in eccesso e ci sono voluti altri 11 minuti per stabilizzarsi. I data center disconnessi rappresentavano circa il 3% della domanda totale su PJM, la più grande rete degli Stati Uniti con 67 milioni di clienti.

Perché un 3% basta a creare problemi

La rete elettrica deve operare in un equilibrio quasi perfetto tra domanda e offerta: se le fluttuazioni crescono troppo, scattano i fail-safe e i dispositivi si disconnettono. È esattamente quanto accaduto: percependo il calo di tensione, i data center sono passati al backup togliendo carico alla rete; più si disconnettevano, più il carico spariva, facendo impennare l’offerta. Il problema è che decidono in una frazione di secondo e “tutti insieme”.

Le soluzioni esistono. Una via è coordinare disconnessioni e riconnessioni in modo sequenziale invece che simultaneo. Un’altra è progettare i data center per assorbire i disturbi: la startup ON.Energy ha sviluppato un UPS per l’intero campus — server, chiller e resto — che nasconde l’impianto dietro un banco di batterie, così la rete “vede” un carico unico e stabile. Il sistema può seguire la rete entro millisecondi e sta venendo installato per un totale di 3 GW su quattro campus. Anche i gestori si stanno muovendo: ERCOT richiederà ai grandi carichi di “ride through” i disturbi. Il tempo però stringe: la disconnessione di massa di questa settimana è stata il doppio di un evento simile del 2024, e i data center, oggi intorno al 6% del carico PJM, sono attesi al 24% entro il 2040.

In sintesi

  • Circa 3,1 GW di carico spariti in 30 secondi hanno destabilizzato la rete PJM per oltre 10 minuti.
  • Il rischio nasce dalla disconnessione simultanea verso il backup, che rompe l’equilibrio domanda-offerta.
  • Disconnessioni sequenziali, UPS a livello di campus (ON.Energy) e requisiti di ride-through (ERCOT) sono possibili rimedi.

Fonte: One fallen power line exposed a growing AI data center problem — here’s how to fix it — https://techcrunch.com/2026/07/25/one-fallen-power-line-exposed-a-growing-ai-data-center-problem-heres-how-to-fix-it/

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// scritto da

Fernando

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