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Agentic RAG: quando il retrieval diventa un loop search-read-decide

Un’implementazione minimale con l’OpenAI Agents SDK che trasforma il retrieval in un’azione iterativa dell’agente, con cinque domande da porsi prima di adottare l’agentic RAG in produzione.

La prima applicazione LLM che molti costruiscono è una RAG: chunk, embed, retrieve, answer. Sulla carta è pulita, ma nei casi reali diventa presto problematica: la similarity search trova formulazioni simili ma non necessariamente chunk utili, l’evidenza giusta ranka troppo in basso, o il contesto importante viene spezzato tra i confini dei chunk. Con contesto insufficiente, l’LLM ha poco margine per recuperare.

L’idea dell’agentic RAG è rendere il retrieval iterativo: il modello cerca, legge, decide se ha evidenza sufficiente e cerca di nuovo quando serve. Questo tutorial costruisce un workflow minimale con l’OpenAI Agents SDK su una collezione di sei documenti di policy aziendali, dove volutamente la risposta a una domanda può non risiedere in un solo documento.

Tre tool e un loop

L’agente ha accesso a soli tre tool curati: list_docs per una panoramica dei documenti disponibili, search_docs per una ricerca keyword su chunk a livello di paragrafo (per overlap di token) e read_doc per aprire un documento per nome file. Su una domanda concreta (prenotare un hotel di conferenza sopra il cap, con relativa approvazione), la traccia mostra il comportamento atteso: l’agente prima chiama search_docs, poi list_docs, quindi apre i file rilevanti con read_doc e solo allora produce la risposta, citando i file usati per ciascuna affermazione. Un punto interessante: forse in questo schema non servono nemmeno gli embedding.

Cinque domande prima di andare in produzione

La parte più utile per chi lavora con data stack e LLM è la lista di considerazioni pratiche. Quanta libertà dare all’agente (tool curati contro accesso a shell e filesystem)? Cercare solo testo grezzo o derivare un knowledge layer (metadata, summary, link cross-documento, fino a un knowledge graph)? Servono ancora gli embedding? L’autore chiarisce che nell’agentic RAG il retrieval diventa un’azione che può essere alimentata da un retriever keyword, embedding o ibrido: gli embedding restano una delle opzioni. Un solo agente o multi-agente (planner-retriever-writer)? E soprattutto: serve sempre l’agentic RAG? La risposta è no: aggiunge flessibilità ma anche costi e comportamento meno prevedibile.

  • L’agentic RAG trasforma il retrieval in un’azione iterativa: cercare, leggere, decidere, ripetere.
  • Iniziare con tool curati facilita controllo, test e audit; l’accesso a shell/filesystem va aggiunto solo se la complessità lo giustifica.
  • Non è sempre la scelta giusta: partire semplici e introdurre il loop agentico solo quando la domanda richiede davvero retrieval iterativo.

Fonte: Agentic RAG: Let the Agent Search — https://towardsdatascience.com/agentic-rag-let-the-agent-search/

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// scritto da

Fernando

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