Airbnb è spesso citata come una delle aziende più data-driven al mondo, ma la parte meno raccontata di questa storia è come ci sia arrivata: non solo con l’infrastruttura, ma con un programma di formazione interna, la Data University. Un articolo di Fivetran ne ricostruisce la parabola, utile a chiunque voglia diffondere l’uso dei dati oltre il team specializzato.
Il programma, fondato nel 2016, era modellato sui corsi interni di Google (il metodo “g2g”, employee-to-employee). L’obiettivo era rendere i dati accessibili e comprensibili a tutti, a prescindere dal ruolo, dando priorità alle classi introduttive rispetto a quelle avanzate. Il primo anno Airbnb lanciò 30 corsi.
I numeri della trasformazione
Il punto di partenza non era brillante: a inizio Q3 2016 solo il 30% circa dei dipendenti era utente settimanale attivo (weekly active user) della data platform, sotto ad aziende come Facebook e Dropbox. Dopo sei mesi la quota era salita al 45%, un guadagno del 66% in mezzo anno. Nello stesso periodo — la seconda metà del 2016 — Airbnb raggiunse per la prima volta la redditività.
Il dato più interessante riguarda la scala. Analyst e data scientist erano appena l’1,6% della forza lavoro nel 2016-17, eppure, grazie a 30 “faculty” volontari, a metà 2017 il programma aveva coinvolto 500 persone uniche — circa un ottavo dell’azienda — con una media di oltre quattro corsi a testa e un net promoter score di almeno +55. La leva non era assumere formatori esterni, ma usare i data scientist interni come insegnanti.
Dalla teoria all’uso quotidiano
Nel dicembre 2018 arrivò la versione condensata, Data U Intensive (due-tre giorni), pensata per adattare i contenuti alle esigenze dei singoli team. L’effetto sull’uso concreto fu netto: dopo i primi corsi intensivi, la percentuale di utenti SQL giornalieri passò da circa il 7% a un picco del 62% in meno di un mese, con un aumento stabile di circa il 30% anno su anno tra 2017 e 2018.
Il modello poggia su tre competenze che, secondo Airbnb, rendono le persone capaci di decidere sui dati: proficiency in SQL e nei dati, accesso e documentazione, strumenti adeguati. La lezione per chi lavora sul data stack è che la tecnologia da sola non basta: senza literacy diffusa e cultura del dato, anche la migliore piattaforma resta sottoutilizzata.
In sintesi
- La Data University di Airbnb (dal 2016) ha portato gli utenti settimanali della data platform dal 30% al 45% in sei mesi, usando data scientist interni come formatori.
- Con analyst e data scientist all’1,6% della forza lavoro, 30 volontari hanno formato circa un ottavo dell’azienda entro metà 2017.
- Dopo i corsi Data U Intensive, gli utenti SQL giornalieri sono passati da ~7% a ~62% in meno di un mese: la literacy conta quanto gli strumenti.
Fonte: How Airbnb democratized their data to empower their employees — https://www.fivetran.com/blog/how-airbnb-achieves-data-democratization-to-empower-5k-employees
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