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Il CDO di Bridgestone sui primi 90 giorni: prima la fiducia, poi la roadmap

Johnathan Tate, CDO di Bridgestone Americas, spiega al Fivetran Data Podcast come costruire credibilita con quick win, un approccio business-first e una visione pragmatica dell’evoluzione della BI verso gli agenti AI.

Il ruolo di Chief Data Officer è relativamente nuovo nel C-suite, ma si è già guadagnato la fama di uno dei più difficili: con una permanenza media di pochi anni, un CDO ha una finestra stretta per dimostrare il proprio valore, e i primi 90 giorni possono fare la differenza. In un episodio del Fivetran Data Podcast, Johnathan Tate, CDO di Bridgestone Americas (con un passato in ruoli di leadership a Walmart, Nike e Deloitte), racconta come costruire fiducia in fretta e trasformare le prime vittorie in influenza di lungo periodo.

Prima la fiducia, non le dashboard

Il punto centrale è che i primi 90 giorni non riguardano i blueprint, ma il consenso. Entrando in un ruolo da CDO in un’azienda come Bridgestone, la credibilità non si guadagna con una roadmap a cinque anni o una dashboard nuova di zecca, ma ascoltando gli stakeholder, capendo i loro problemi e consegnando qualcosa di tangibile in fretta. In un’azienda precedente, il suo team aveva analizzato tre anni di dati sui sinistri e usato l’AI per assegnare automaticamente un punteggio alle soglie dei claim, aiutando il business a concentrarsi sui casi ad alto valore. Non un rifacimento di piattaforma, ma una vittoria strategica e ben calibrata. “Se riesci a portare qualche quick win che costruisce fiducia con quel leader e con i colleghi”, dice Tate, “allora otterrai il supporto per costruire la roadmap più lunga”.

Da tecnologo a stratega del business

All’inizio della carriera Tate affrontava la data strategy come molti: grandi build, tempi lunghi, tanta infrastruttura. Col tempo ha visto che i dirigenti non rispondevano al ROI teorico, ma ai risultati. Così ha cambiato approccio, spostandosi dal chiedersi cosa costruire al perché costruirlo, e legando gli output direttamente ai KPI centrali: efficienza operativa, risparmio sui costi, customer experience.

L’evoluzione della BI

Sul futuro della business intelligence, Tate è netto: le dashboard non spariscono, ma il loro ruolo cambia. La BI tradizionale resta importante per le decisioni degli executive, mentre gli agenti AI gestiscono già gran parte del reporting quotidiano più semplice. La competenza dei team BI si sposta verso dashboard esecutive ricche di narrazione, in grado di contestualizzare i dati e guidare l’azione. E questa evoluzione, sottolinea, richiede che gli insight restino ancorati a dati governati e affidabili anche mentre l’AI si prende in carico il lavoro più pesante.

  • Nei primi 90 giorni conta il consenso: quick win mirati che costruiscono fiducia prima della roadmap lunga.
  • Il passaggio da tecnologo a stratega significa legare ogni progetto a KPI misurabili, non al ROI teorico.
  • La BI evolve verso dashboard story-driven, con gli agenti AI sul reporting quotidiano e i dati governati come base.

Fonte: How Bridgestone’s CDO builds trust and drives impact — https://www.fivetran.com/blog/how-bridgestones-cdo-builds-trust-and-drives-impact

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// scritto da

Fernando

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