Per anni le aziende hanno dato per scontata una regola semplice: se il dato è tuo, decidi tu come si usa. Quell’assunto sta scricchiolando. Man mano che le piattaforme si centralizzano e l’AI aumenta il valore dei dati, il controllo è definito sempre meno dalla proprietà e sempre più dai termini fissati dai vendor — come si accede ai dati, dove si possono spostare, chi può usarli. L’EU Data Act, argomenta Fivetran, è un tentativo esplicito di riequilibrare questo potere.
La fonte — va detto, un vendor che compete con gli ecosistemi chiusi — mette a confronto tre aree in cui le policy di SAP divergerebbero dallo spirito della norma. Sul lock-in: secondo Fivetran, SAP progetta i contratti per tenere i dati dentro il proprio ecosistema, vietando l’uso di Business Data Cloud (BDC) Connect come pipeline pass-through verso altri tool e proibendo che sistemi terzi collegati (come Databricks o Snowflake) distribuiscano data product fuori da BDC, oltre a impedire l’estrazione massiva se non verso un altro database SAP. L’EU Data Act punterebbe esattamente a questo, con regole per lo switching tra provider e la rimozione graduale delle switching fee.
Sulla proprietà intellettuale: la fonte sostiene che SAP rivendichi l’IP sui data product dei clienti, lasciando a questi solo una licenza d’uso. L’osservazione tecnica è interessante: un data product è spesso una collezione di query SQL — join, filtri, aggregazioni — sui propri dati grezzi, e rivendicare l’IP su quella logica significherebbe rivendicare l’IP su modellazione dati standard. L’EU Data Act, si legge, impedisce di usare rivendicazioni generiche di copyright o trade secret come scappatoia per bloccare accesso, portabilità e condivisione dei dati generati dall’utente.
Sull’accesso via API: SAP proibirebbe di usare le proprie API per estrarre dati verso software, warehouse o lake non-SAP, mentre la norma vieta le clausole contrattuali unilaterali e inique che ostacolano la condivisione dei dati.
Al di là della lettura di parte, il punto per chi lavora con data stack resta valido: la risposta pratica è disaccoppiare i dati dal singolo sistema adottando un’architettura aperta, in cui i dati ERP possono essere consegnati in modo continuo in un ambiente centralizzato e governato, utilizzabili per analytics, operazioni e AI.
In sintesi
- Secondo Fivetran le policy SAP su lock-in, IP e accesso via API divergono da ciò che l’EU Data Act intende abilitare.
- La norma mira a facilitare lo switching tra provider, rimuovere le switching fee e limitare le rivendicazioni IP usate come scappatoia.
- La risposta architetturale è disaccoppiare i dati dal singolo sistema con un’infrastruttura aperta e governata.
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