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Fivetran e dbt insieme: la piattaforma dati dei prossimi dieci anni?

La fusione Fivetran-dbt promette la piattaforma dati dei prossimi dieci anni: visione su data lake e Iceberg, ma è comunicazione di vendor.

Secondo un post ufficiale sul blog di Fivetran, la fusione con dbt Labs darebbe vita alla «piattaforma dati per i prossimi dieci anni», pensata per l’era dell’AI e costruita su apertura e interoperabilità. Vale la pena leggere l’annuncio per quello che è: la comunicazione strategica di un vendor che ha appena unito le forze con un altro, dove la visione tecnica si intreccia inevitabilmente con il posizionamento di mercato.

La tesi: indipendenza e apertura

Il messaggio centrale è che la fusione creerebbe «un’azienda forte capace di restare indipendente», in un mercato dei dati dominato dai grandi cloud e dai warehouse proprietari. Il punto più interessante riguarda dbt: essendo open source, «nessuno possiede davvero dbt», e questo carattere sarebbe preservato. È un’affermazione da soppesare con attenzione. Un progetto open source con una governance controllata da un’unica azienda commerciale non è automaticamente al riparo da scelte di prodotto orientate al business: la licenza tutela il codice, non necessariamente la direzione del progetto.

Il vero cavallo di battaglia: data lake e formati aperti

Al netto della retorica, la parte sostanziale dell’annuncio è chiara. La «priorità numero uno» dichiarata è rendere semplice per ogni cliente l’adozione di data lake basati su open table format, con Apache Iceberg in prima fila come tecnologia abilitante. L’idea è avere «tutti i dati in un unico posto che serve ogni carico di lavoro», dall’analytics al machine learning. Qui l’argomento regge: Iceberg e i formati tabellari aperti sono una tendenza reale del settore, e una combinazione tra ingestion (Fivetran) e trasformazione (dbt) su uno strato di storage aperto ha una logica architetturale concreta, indipendentemente da come venga confezionata.

Cosa manca all’annuncio

Il post è generoso di visione e avaro di dettagli verificabili. Non ci sono metriche, tempistiche di integrazione né dati finanziari sulla fusione: è un manifesto, non un piano operativo. Gli appelli emotivi — dbt come «lo strumento più importante dell’ecosistema» — vanno registrati come marketing. Restano aperte domande legittime: come conviveranno due modelli di prezzo e due basi utenti? L’interoperabilità promessa resterà tale se un domani conviene chiudere il perimetro? Sono interrogativi a cui solo il roadmap concreto, non un post di blog, potrà rispondere.

In sintesi

  • L’annuncio è comunicazione di vendor: la promessa di «indipendenza» e apertura va letta con lo scetticismo dovuto a chi vende la propria strategia.
  • Il nucleo tecnico credibile è la scommessa su data lake e open table format come Apache Iceberg, tendenza reale del settore.
  • Mancano metriche, tempistiche e dettagli di integrazione: la visione c’è, la verifica arriverà solo con la roadmap.

Fonte: The data platform for the next 10 years

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// scritto da

Fernando

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