New York è diventata il primo stato americano a fermare la costruzione di nuovi data center. La governatrice Kathy Hochul ha firmato un ordine esecutivo che vieta temporaneamente allo stato di approvare nuovi permessi per i grandi progetti. La misura riguarda i data center da 50 megawatt in su e potrebbe interessare più di una dozzina di progetti: il Department of Environmental Conservation non rilascerà permessi non ancora completati.
La decisione conta perché segna un punto di svolta nel rapporto tra territori e infrastruttura di calcolo. Fino a pochi anni fa i data center erano ambiti dagli stati in cerca di sviluppo; oggi il sentiment è cambiato, mentre scala e ritmo delle nuove costruzioni mettono sotto pressione la rete elettrica e risorse locali come acqua e terreni agricoli. “Il progresso non dovrebbe arrivare con una bolletta più alta, riserve d’acqua prosciugate o inquinamento acustico”, ha detto Hochul, sottolineando che questi impianti non saranno mai esenti da zoning e approvazioni locali.
Perché ora e cosa cambia
Dietro la reazione ci sono preoccupazioni sulle risorse ma anche un più ampio malessere verso l’AI. Un recente report Pew Research indica che solo il 10% degli americani è più entusiasta che preoccupato dall’uso dell’AI nella vita quotidiana, e appena il 23% ritiene che avrà un impatto positivo sul lavoro. Meno di un quarto pensa che l’AI darà una spinta all’economia e meno di un terzo si fida che il governo la regoli in modo responsabile. In un altro sondaggio, due terzi degli intervistati si dicono preoccupati che i data center facciano salire i prezzi dell’elettricità.
La moratoria sarà revocata una volta finalizzata la procedura di revisione ambientale per i data center, che Hochul stima in circa un anno. L’ufficio della governatrice sta anche valutando di obbligare i data center a versare in un fondo a supporto della rete elettrica statale e di escludere gli impianti hyperscale dai benefici fiscali. In parallelo, la legislatura di New York ha fatto avanzare un disegno di legge per sospendere per un anno la costruzione di data center oltre i 20 MW, mentre un altro, ancora in commissione, prevede una moratoria triennale.
Un tema che tocca tutto il settore
Il contesto tecnico spiega la posta in gioco: il data center medio costruito negli ultimi anni è stato sotto i 100 MW, ma quelli in sviluppo saranno molto più grandi con l’aumento della domanda di calcolo trainata dall’AI. Secondo BloombergNEF, entro il 2030 quasi un quarto dei nuovi data center supererà i 500 MW. New York è la prima a mettere in pratica una moratoria discussa a livello statale e federale, e l’ordine potrebbe aprire un contrasto con l’amministrazione Trump, finora favorevole allo sviluppo di questi impianti.
- Il vincolo scatta sui progetti da 50 MW in su, con oltre una dozzina di data center potenzialmente coinvolti.
- Per chi pianifica capacità di calcolo, l’incertezza regolatoria diventa un fattore di rischio geografico: energia, acqua e consenso locale pesano quanto la disponibilità di GPU.
- Con impianti sempre più grandi (quasi un quarto oltre i 500 MW entro il 2030 secondo BloombergNEF), la tensione tra domanda AI e risorse locali è destinata a crescere.
Fonte: New York State halts construction of all new data centers — https://techcrunch.com/2026/07/14/new-york-state-halts-construction-of-all-new-data-centers/
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