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Hannes Mühleisen (DuckDB): perché tutti odiano i database (e come cambiarlo)

Il co-creatore di DuckDB racconta la nascita del database analitico che ha superato i 10 milioni di download al mese, cosa lo distingue da SQLite e il ruolo dei database nell’era dell’AI.

DuckDB ha reso normale una cosa che fino a poco fa sembrava strana: fare analisi serie su grandi dataset direttamente sul proprio portatile, senza un data warehouse. In diverse interviste, il co-creatore Hannes Mühleisen racconta come ci sono arrivati.

La nascita di DuckDB

Con un background di ricerca sui database al CWI di Amsterdam, Mühleisen ha guidato DuckDB fino a superare i 10 milioni di download mensili. Nelle interviste ripercorre il percorso del progetto open source e spiega cosa lo distingue da SQLite: non un database transazionale per piccole scritture, ma un motore analitico colonnare pensato per query veloci su grandi volumi, con feature come il reader nativo per Parquet.

Database nell’era dell’AI

Il tema che attraversa le sue conversazioni più recenti è il ruolo dei database nell’epoca dell’AI, insieme ai formati lakehouse e alle nuove direzioni del progetto. C’è anche una provocazione ricorrente — «perché tutti odiano i database?» — che è in realtà un modo per ragionare su quanto la complessità accumulata abbia allontanato gli sviluppatori da strumenti che dovrebbero essere semplici da usare.

Perché ascoltarlo

Mühleisen rappresenta una filosofia precisa: l’analisi dei dati non deve necessariamente passare da infrastrutture pesanti. DuckDB è la prova che "small data" — la stragrande maggioranza dei casi reali — merita strumenti agili. Una lezione utile per chi tende a sovradimensionare l’architettura prima ancora di servire.

Fonte: Why does everybody hate databases? Interview with DuckDB co-creator Hannes Mühleisen — MotherDuck