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Directly Responsible Individuals: perché un agente non può essere il DRI

Simon Willison riflette sul concetto di Directly Responsible Individual applicato agli agenti LLM: un agente non dovrebbe mai essere considerato responsabile ultimo di un progetto, perché non può assumersi la accountability.

In un link post sul suo weblog, Simon Willison riprende il concetto di Directly Responsible Individual (DRI) e lo applica al tema degli agenti LLM dentro le organizzazioni. La riflessione conta perché tocca un punto pratico che molti team stanno affrontando ora: chi risponde davvero quando parte del lavoro è delegata a un agente.

Willison racconta di essere andato a cercare una definizione di DRI e di aver trovato quella migliore nel manuale di GitLab. Il termine sarebbe nato in Apple, dove indica la persona “ultimately accountable for the success or failure of a specific project, initiative, or activity”: in altre parole, il singolo individuo responsabile in ultima istanza del successo o del fallimento di un progetto, iniziativa o attività.

Accountability e agenti

Il punto centrale dell’autore è netto: un agente non dovrebbe mai essere considerato il DRI di un progetto. Per Willison si tratta di qualcosa di specificamente umano, perché le persone possono assumersi la responsabilità delle proprie azioni, mentre le macchine non possono. La accountability, in questa lettura, non è un’etichetta che si può spostare su un sistema automatico: è legata alla capacità di rispondere delle conseguenze.

A sostegno del ragionamento, Willison richiama una celebre slide di formazione IBM del 1979, che afferma: “A computer can never be held accountable, therefore a computer must never make a management decision”. Un computer non può essere ritenuto responsabile, quindi non deve mai prendere una decisione di gestione. È un principio che, a distanza di decenni, torna utile proprio nell’epoca degli agenti.

Implicazioni pratiche

Per chi introduce agenti in flussi di lavoro reali, la distinzione ha effetti concreti sull’organizzazione. L’agente può eseguire, proporre, automatizzare passaggi, ma la responsabilità finale su un progetto resta assegnata a una persona identificabile. Questo cambia il modo in cui vanno pensati ruoli, deleghe e revisione del lavoro prodotto da un sistema automatico: la supervisione umana non è un dettaglio di compliance, ma il perno su cui poggia la responsabilità.

La riflessione di Willison è breve ma ha un valore operativo per chi progetta processi che includono agentic AI:

  • Assegnare sempre un DRI umano a ogni progetto, anche quando gran parte dell’esecuzione è delegata a un agente.
  • Trattare l’output di un agente come lavoro da rivedere e di cui rispondere, non come una decisione autonoma e definitiva.
  • Tenere separata la capacità di eseguire compiti dalla responsabilità per il loro esito, che resta umana.

Fonte: Directly Responsible Individuals (DRI) — https://simonwillison.net/2026/Jul/12/directly-responsible-individuals/

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// scritto da

Fernando

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