Costruire un agente AI capace è difficile. Gestirne decine, in sicurezza e senza caos, è un problema diverso e più grande. Databricks lo affronta con Omnigent, un meta-harness pensato per combinare, controllare e condividere agenti all’interno di un’organizzazione.
L’idea: un layer sopra gli agenti
Il concetto è semplice e potente. Non basta costruire il singolo agente bravo: serve un livello superiore che coordini più agenti, ne governi i permessi e permetta di riutilizzarli in contesti diversi. Omnigent è questo strato di orchestrazione e governance.
Il parallelo che il suo stesso annuncio suggerisce è efficace: Omnigent prova a fare per gli agenti ciò che il lakehouse ha fatto per i dati, cioè offrire un layer unificante sopra la complessità, invece di lasciare che ogni team costruisca la propria isola.
Il problema che risolve
Senza un livello di coordinamento, l’AI agentica rischia la proliferazione incontrollata: ogni team crea i suoi agenti, nessuno sa cosa fanno gli altri, e la governance diventa impossibile. È lo stesso copione già visto con i dati prima dei cataloghi e con i microservizi prima delle piattaforme interne.
Omnigent mette al centro due aspetti spesso trascurati quando si parla di agenti in produzione: il controllo — chi può fare cosa, con quali permessi — e la condivisione — poter riusare un agente affidabile invece di reinventarlo.
Perché conta
Per i team di data engineering, la governance degli agenti sta diventando in fretta un tema concreto, non teorico. Quando gli agenti iniziano ad accedere a dati e sistemi reali, servono visibilità, limiti e responsabilità chiare. Un meta-harness che impone struttura prima che il disordine si consolidi è una risposta sensata a un problema che molte organizzazioni stanno per incontrare.
Fonte: Databricks Blog — Introducing Omnigent: A Meta-Harness to Combine, Control and Share Your Agents
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