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Orchestrare oltre 100 agenti con Claude Code: la modalita’ headless e l’agente coordinatore

Salire di un livello di astrazione: parlare a un agente che ne coordina molti altri in modalita’ headless. Tecniche pratiche per far lavorare tanti coding agent in parallelo senza perderne il controllo.

Lavorare con i coding agent diventa efficace quando se ne fanno girare molti in parallelo: piu’ agenti significano piu’ lavoro totale portato a termine. Il problema e’ la gestione. Un articolo su Towards Data Science, firmato da Eivind Kjosbakken, spiega come l’autore usa quotidianamente queste tecniche per far girare oltre 100 agenti in parallelo, salendo di un livello di astrazione: invece di seguire ogni sessione, si parla a un singolo agente che a sua volta ne coordina molti altri.

La modalita’ headless

La risposta breve e’ usare la modalita’ headless. Sia Claude Code sia Codex permettono di avviare una sessione da CLI che lavora su un compito specifico e torna solo con il risultato. Con Claude Code si attiva con claude -p "il tuo prompt", con Codex con codex exec "il tuo prompt". Non si tratta dei sub-agent interni, ma di far girare piu’ sessioni complete di Claude Code o Codex contemporaneamente: l’agente orchestratore vede i log solo se sceglie di guardarli e riceve come output il risultato finale, per esempio “il task e’ stato risolto e mergiato su dev”. In genere si aggiungono impostazioni come l’esecuzione senza richiesta di permessi, i tool consentiti, il numero massimo di turni e il modello da usare.

Tre tecniche per essere efficaci

L’autore individua tre punti chiave. Il primo e’ dare all’agente un modo per verificare il proprio lavoro: salendo di astrazione si perde controllo diretto sulle decisioni, quindi bisogna prompting a un livello piu’ alto e indicare come verificare i risultati. Il secondo e’ scegliere compiti adatti: i task troppo complessi o vaghi restano meglio con l’interazione diretta, mentre il refactoring e’ particolarmente adatto alla modalita’ headless. L’autore descrive un flusso pratico: far cercare a un agente potente le opportunita’ di refactoring e produrre un piano prioritizzato in un file HTML, poi affidare a un orchestratore l’implementazione, che avvia sessioni headless di Claude Code per i singoli task, mandando in parallelo quelli che possono esserlo. Il terzo e’ dare all’agente tutti gli strumenti che gli servono: accesso MCP, permessi per agire in autonomia e liberta’ sufficiente a completare il lavoro e riferire alla fine.

La tesi di fondo e’ che il futuro della programmazione consista nel muoversi sempre piu’ in alto tra i livelli di astrazione, e che l’orchestrazione headless sia un passo concreto in quella direzione.

  • La modalita’ headless (claude -p, codex exec) fa lavorare sessioni complete che riferiscono solo il risultato finale.
  • Serve fornire agli agenti un modo per verificare da soli il proprio lavoro, perche’ il controllo diretto diminuisce.
  • Il refactoring e’ un caso d’uso ideale; i task vaghi o molto complessi restano meglio in interazione diretta.

Fonte: How to Orchestrate 100+ Agents With Claude Code — https://towardsdatascience.com/how-to-orchestrate-100-agents-with-claude-code/

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// scritto da

Fernando

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